• 29 GEN 20
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    Viso più asimmetrico con l’età: cosa fare per correggere il problema?

    Viso più asimmetrico con l’età: cosa fare per correggere il problema?

    Se pensiamo che il primo problema dell’avanzare dell’età siano le rughe, stiamo commettendo un errore: chi si preoccupa dei segni del tempo più visibili, dovrebbe invece far caso ad altri mutamenti del volto, prima nascosti e poi sempre più marcati.

    Il viso diventa sempre più asimmetrico con l’età e i cambiamenti sono sottili ma significativi e irreversibili e se un certo grado di asimmetria facciale può essere ritenuta “attraente ed intrinseca”, quando il problema diviene più accentuato, corre in nostro aiuto la chirurgia estetica che ha proprio come obiettivo quello di garantire un viso armonioso ed equilibrato in tutte le sue parti.

    Simmetria facciale come nuova frontiera della bellezza, quindi, come sostiene il Dottor Tito Marianetti, chirurgo maxillo facciale di Roma: “oggi è riduttivo pensare che le rughe siano l’unico nemico della nostra pelle che inevitabilmente invecchia: è importante ostacolare l’avanzare del tempo con un approccio estetico integrato fatto di molteplici accorgimenti”.

    Dottore, che cos’è un’asimmetria facciale?

    Un volto viene definito simmetrico quando la distanza tra la fronte e il naso, tra il naso e le labbra, e tra le labbra e il mento sono uguali. L’asimmetria è un inestetismo molto diffuso, che purtroppo si accentua con l’invecchiamento che provoca un certo grado di riduzione del volume del tessuto osseo e del tessuto adiposo, una riduzione del tono muscolare e della elasticità cutanea. Le asimmetrie, riguardano gli occhi, il sopracciglio, la bocca e il sorriso.

    Quali sono le parti del viso che con l’invecchiamento acquisiscono maggiore asimmetria?

    Sono soprattutto i cosiddetti due terzi inferiori del volto, dalle sopracciglia al naso e dal naso al mento: una ricerca Usa ha dimostrato infatti che la struttura delle caratteristiche facciali devia di 0,66 mm per ogni decennio di vita e che l’asimmetria aumenta con l’invecchiamo in tutto il volto.

    Come correre ai ripari quindi per ostacolare il problema?

    Se l’asimmetria del viso dipende soltanto da lassità cutanea o da una differente contrattilità muscolare, si può procedere con trattamenti di medicina estetica minimamente invasivi mirati a ripristinare l’armonia tra i due lati del volto. In casi invece di irregolarità più severe, non correggibili con il camouflage estetico, è necessario ricorrere all’intervento chirurgico.

    A chi rivolgersi quindi?

    E’ importante affidarsi ad un specialista del volto, che abbia competenze nell’ambito della medicina estetica ma soprattutto che abbia una specializzazione nelle asimmetrie dento-scheletriche, affinché possa esaminare con la massima accuratezza e attenzione la natura del problema per poi valutare e stabilire un piano di trattamento individuale.

    Partiamo dalle soluzioni più soft: quali trattamenti ci consiglia?

    Sostanzialmente due: il primo è il “rimodelling” a base di iniezioni di acido ialuronico denso: si va rimodellare il viso mediante l’impianto nel derma profondo, attraverso un ago sottilissimo. Questo trattamento ha la capacità di riempire e sollevare in maniera efficiente e subito visibile, le depressioni cutanee siano esse rughe o deficit di volume come il mento sfuggente o gli zigomi poco pronunciati. Il secondo trattamento che risolve asimmetrie legate soprattutto alla contrazione più vivace di un muscolo da un lato, è invece rappresentato dalle iniezioni di botulino che rilassano in maniera naturale la muscolatura.

    Ci parli dell’intervento invece per chi è indicato e come funziona?

    L’intervento, di chirurgia ortognatica, è adatto solo nei casi in cui l’asimmetria sia di origine dento-scheletrica e consiste nella mobilizzazione delle basi scheletriche mandibolare e mascellare al fine di riposizionarle nella giusta posizione e nel giusto rapporto occlusale. Si realizza con incisioni tutte intraorali e quindi non vi è alcun taglio esterno. Si deve effettuare una osteotomia (ossia un taglio osseo) che per il mascellare superiore è orizzontale e passa sotto il naso parallelamente all’arcata dentaria. Per la mandibola invece il taglio osseo viene realizzato in corrispondenza della zona dell’angolo. Una volta mobilizzati e riposizionati i segmenti scheletrici, essi vengono stabilizzati con placche e viti in titanio che non danno alcun fastidio nel post-op e non devono essere rimosse.

    Quali sono i tempi di recupero e quando potrò vedere il risultato finale?

    I tempi di ripresa sono notevolmente accorciati rispetto al passato: dopo un paio di settimane dall’intervento è già possibile tornare al lavoro e alla vita sociale. Per avere una stabilizzazione del risultato invece è necessario attendere 2-3 mesi dall’intervento.

     

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