• Endorino Roma

    Endorinoroma di Ortognatica Roma è un team specializzato nella chirurgia funzionale del naso: attraverso l’intervento di endoscopia dei seni paranasali, siamo in grado di risolvere molteplici problematiche di questo importante distretto del corpo, responsabile della respirazione
  • La chirurgia endoscopica

    Le persone che possono beneficiare della chirurgia endoscopica nasale sono quelle con patologie delle cavità naso-sinusali come i polipi nasali, le sinusiti frequenti o croniche, l’ipertrofia dei turbinati e delle adenoidi fino ad alcune patologie delle vie lacrimali e ai tumori benigni e maligni.
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ENDORINO ROMA

Endorinoroma di Ortognatica Roma è un team specializzato nella chirurgia funzionale del naso: attraverso l’intervento di endoscopia dei seni paranasali, siamo in grado di risolvere molteplici problematiche di questo importante distretto del corpo, responsabile della respirazione. Ostruzioni respiratorie, secrezioni nasali, epitassi e infezioni costanti non saranno più un problema grazie alle soluzioni mirate che il nostro team è in grado di fornirvi.

COSA TRATTIAMO

Sinusite acute o cronica

É un processo infiammatorio che coinvolge i seni paranasali. In questa sede, che corrisponde alla zona interna del naso, viene prodotto il muco, che ha la funzione di imbrigliare i batteri e altre particelle: queste ultime verranno espulse attraverso il naso, in quanto i seni paranasali comunicano, per l’appunto, con le fosse nasali.

Sinusite associata ad asma

La sinusite e l’asma possono essere presenti contestualmente e rappresentano l’espressione di un processo patologico, essenzialmente di natura infiammatoria, ed allergica in distretti differenti dell’apparato respiratorio.

Poliposi Nasale

I polipi nasali sono formazioni traslucide che hanno origine in qualsiasi punto della mucosa sinonasale da un processo infiammatorio della mucosa. Sono benigni, ma possono ostruire le narici se aumentano di numero e dimensioni. Questa patologia è anche nota come sinusite polipoide. Possono svilupparsi in punti diversi all’interno della cavità, ma normalmente tendono a spostarsi verso l’interno, occupando il tetto ei lati delle narici.

Rinite allergica

É un’infiammazione della mucosa nasale ed i sintomi sono generalmente tipici di un raffreddore, con prurito nasale, starnuti, naso che cola e congestione nasale. Questi sintomi, che in linea di principio si può ritenere privi di gravità, se persistono nel tempo, producono un notevole disagio. Inoltre, sempre i casi accompagnano la congiuntivite e molto spesso influenzano lo sviluppo dell’asma bronchiale. Molti studi dimostrano che la rinite colpisce la vita quotidiana più dell’asma bronchiale.

Rinite vasomotoria

É chiamata anche rinite non allergica, è una malattia cronica in cui si osserva un ingorgo vascolare intermittente della mucosa nasale, che causa rinorrea acquosa e starnuti. La natura di questa patologia è incerta e non è possibile identificare una causa allergica.

Ostruzione respiratoria nasale

L’insufficienza ventilatoria nasale è anche nota come ostruzione nasale o naso chiuso. È caratterizzato dalla difficoltà nel riuscire a respirare attraverso il naso, influenzando la qualità della vita dei pazienti che ne soffrono. È molto comune sia nei bambini che negli adulti.

Setto deviato

Un setto deviato si verifica quando la parete cartilaginea o ossea (setto nasale) tra le narici si sposta su un lato. In molte persone, il setto nasale è decentrato o deviato, rendendo la narice più piccola con conseguente difficoltà respiratoria.

Setto perforato

 Il naso presenta due cavità separate da il setto nasale, che è fatto di una parte cartilaginea ed di una ossea ed è responsabile della separazione delle cavità nasali e della canalizzazione del flusso d’aria nel naso. Un setto perforato si verifica quando si crea un’apertura nel setto nasale che può essere sia di natura iatrogena (pregressi interventi chirurgici al naso, oppure per abuso di sostanze e/o di decongestionanti nasali. Questo provoca una comunicazione tra le due narici che genera flussi aerei alterati con susseguenti difficoltà repsiratorie, ristagno di muco e possibili sovrainfezioni batteriche. 

Ipertrofia dei turbinati

E’ un disturbo caratterizzato dal rigonfiamento cronico della mucosa respiratoria che riveste queste strutture ossee. L’ipertrofia dei turbinati è quindi uno stato infiammatorio costante che causa l’aumento persistente di volume dei turbinati che provoca una riduzione dello spazio disponibile per la normale respirazione nasale, rendendola difficoltosa.

Infezione fungine dei seni paranasali

L’invasione dei seni paranasali da parte di funghi o rinosinusite fungina è una malattia relativamente rara che può manifestarsi come quadri clinici diversi, a seconda dell’aggressività del microrganismo responsabile, dell’età e delle malattie associate del paziente.

Epitassi nasale

Sono episodi caratterizzati da sanguinamento dai vasi sanguigni situati nella parte anteriore e/o posteriore del setto nasale o nei livelli posteriori della narice.

Tumori del naso e dei seni paranasali

Sono escrescenze anormali che si sviluppano all’interno e intorno alla cavità nasale (narice). I tumori nasali iniziano nei passaggi nasali. I tumori paranasali iniziano nelle cavità piene d’aria intorno al naso chiamate seni

Patologie delle ghiandole lacrimali

Quando il condotto lacrimale risulta ostruito, le lacrime non possono drenare normalmente, quindi gli occhi sono lacrimosi e irritati. La causa della condizione è un’ostruzione parziale o completa nel sistema di drenaggio lacrimale.

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LA DIAGNOSI

Il primo step per poter giungere ad una risoluzione del problema al naso è rappresentato dalla visita diagnostica delle cavità nasali: il nostro team si avvale in questo senso di moderne strumentazioni in grado di valutare la natura dell’ostruzione nasale e la gravità della stessa.

LA RINOFIBROLARINGOSCOPIA

É un’indagine che attraverso l’introduzione di una fibra ottica flessibile permette di ottenere immagini o video molto utili della cavità nasali (e del rinofaringe e faringolaringe), al fine di spiegare al paziente la natura della sua patologia.  L’esame permette allo specialista di avere una visione dello stato della mucosa valutando l’eventuale ostruzione delle fosse nasali.

La rinofibrolaringoscopia ha una durata di circa 10 minuti e non sono previste norme di preparazione. E’ consigliabile il digiuno.

Grazie al piccolo diametro e alla flessibilità dello strumento, l’esame è ben tollerato dal paziente.

LA RINOMANOMETRIA

É un test diagnostico che consente la misurazione oggettiva del flusso aereo all’interno della cavità nasali approfondendo quindi la funzionalità respiratoria e il grado di ostruzione. L’esame permette di distinguere se la limitazione del flusso aereo è dato da cause funzionali (ipertrofia dei turbinati) e da fattori anatomici (setto deviato).

La rinomanometria ha una durata di dieci/quindici minuti, non è dolorosa e non necessita di anestesia.

L' ENDOSCOPIA NASALE

É un test diagnostico che consente allo specialista una visione diretta e dettagliata della anatomia interna della cavità nasali, dei seni paranasali e delle vie aeree del naso. 

L’endoscopio nasale è un dispositivo medico composto da una telecamera a cui viene collegata una sottile ottica rigida ed una sorgente di luce che permette la visualizzazione delle immagini su un monitor.

Si tratta di una procedura diagnostica mini-invasiva che viene praticata in regione di visita ambulatoriale senza l’utilizzo di anestetico. Tale procedura può esser utilizzata sia nei bambini che negli adulti. L’esame ha una durata di 5-10 minuti.

LA TERAPIA

  • Terapia topica nasale

    in affiancamento alle procedure chirurgiche per la risoluzione dei problemi funzionali del naso e dei seni paranasali, il nostro team è in grado di fornire terapie di supporto non chirurgiche da effettuare direttamente a casa. Grazie all’attuazione di protocolli di ricerca sui processi di guarigione dei seni paranasali e attraverso gli esami diagnostici, possiamo strutturare piani terapeutici personalizzati e altamente funzionali alle esigenze dei nostri pazienti. 

  • Chirurgia endoscopica nasale (FESS)

    Gli interventi di chirurgia endoscopica delle cavità naso-sinusali hanno lo scopo di ripristinare le condizioni fisiologiche ottimali del naso e delle cavità accessorie collegate (seni paranasali). L’indicazione più frequente per tali interventi è la sinusite cronica o ricorrente, con o senza polipi .

    L’intervento di chirurgia endoscopia funzionale naso-sinusale (FESS) viene eseguito avvalendosi di strumenti microchirurgici, di endoscopi a fibre ottiche, di telecamere e monitor televisivi: attualmente è una procedura mini-invasiva, sicura con tempistiche di recupero brevi e con minori disagi per il paziente rispetto al passato.

    Obiettivo dell’intervento è quello di ripristinare le aperture fisiologiche consentendo la rimozione di polipi nasali e/o delle secrezioni infette accumulate nelle cavità paranasali (sinusite). Prioritario è quindi non demolire ma ripristinare la funzionalità naturale senza la comparsa di cicatrici esterne visibili sul volto.

    In genere l’intervento appena descritto comporta una degenza di un giorno e al suo termine, vengono posizionati dei tamponi in spugna morbida che vengono rimossi dopo un paio di giorni. Il paziente, nei mesi successive all’operazione chirurgica, sarà seguito dal nostro centro per mezzo di controlli endoscopici periodici.

  • Dacricistorinostomia endoscopica (DCR)

    L’ostruzione cronica del dotto naso-lacrimale porta a infiammazione o infezione del sacco lacrimale:
    l’intervento di chirurgia endoscopica delle vie lacrimali rappresenta una nuova e avanzata metodica nella risoluzione dei problemi dell’epifora, ossia della lacrimazione continua e persistente.

    Tramite l’utilizzazione di una tecnologia innovativa a base di fibre ottiche, il chirurgo può visualizzare in maniera chiara e precisa i problemi ostruttivi delle vie lacrimali, ricanalizzandole. Questa metodologia, rispetto alla chirurgia tradizionale, offre molteplici vantaggi sia in termini di precisione operatoria, che in termini di durata dell’intervento e di sicurezza di risultato.

    L’intervento è gestibile sia in adulti, con una anestesia locale che in bambini con l’utilizzo di una leggera sedazione totale.

  • Settoplastica

    È un intervento chirurgico che ha l’obiettivo di correggere la deviazione del setto nasale, la struttura all’interno del naso che separa il naso in due camere.

    La settoplastica è una procedura in anestesia generale, indolore, della durata di circa un’ora/un’ora e mezza. Grazie ad una tecnica all’avanguardia di sutura post-intervento siamo in grado di non applicare nessun tampone post-operatorio (la cui rimozione è spesso temuta dai pazienti). Non è vi nessuna degenza e il paziente può ritornare a casa lo stesso giorno dell’intervento. L’intervento può essere eseguito sia con tecnica open che con tecnica endoscopica endonasale.

    Qual è la differenza tra settoplastica e rinosettoplastica?

    L’intervento di settoplastica presuppone la sola correzione funzionale del setto deviato, mentre la rinosettoplastica comporta sia il ripristino funzionale che il miglioramento estetico del naso.

    La settoplastica è un intervento doloroso?

    L’intervento di settoplastica è un intervento assolutamente indolore, tanto che nel post-intervento non prescriviamo di prassi gli anti-dolorifici.

    Vengono inseriti i tamponi nell’intervento di settoplastica?

    I nostri interventi di settoplastica non prevedono nessun tampone. Il comfort post-operatorio è notevolmente superiore perché il paziente non deve rimuovere nessun tampone.

    La settoplastica è un intervento effettuabile con il SSN?

    Sì, la settoplastica funzionale può essere effettuata tramite il SSN, tuttavia il nostro centro opera in regime esclusivamente privato senza convenzione con il SSN.

  • Correzione chirurgica del setto perforato

    Le perforazioni settali si risolvono solo con la chirurgia nasale.
    L’intervento viene eseguito in anestesia generale. Esistono diverse tecniche chirurgiche a seconda dei casi. Per piccole perforazioni (meno di 1 cm di diametro), i bordi del foro possono essere avvicinati e suturati. In casi fino a 2 cm di diametro, utilizziamo la chiusura da bordo a bordo con un lembo scorrevole di mucosa endonasale peduncolato. Nei casi più grandi si utilizza un innesto di fascia temporale + cartilagine auricolare per via endonasale e/o aperta, con sutura microchirurgica. In chirurgia viene sempre utilizzata la tecnologia fornita dal microscopio chirurgico e dalla videoendoscopia a fibre ottiche.
    La chirurgia di chiusura della perforazione settale non presenta un successo al 100% per una serie di motivi. Ad esempio, vi può essere retrazione oppure non attecchimento del lembo eseguito, oppure se persiste la patologia originaria che ha causato la perforazione (atrofia della mucosa, uso di cocaina, autoimmunità, ecc.), è probabile che l’innesto non venga integrato o che compaia una nuova perforazione posteriore.

    Cosa succede se dopo un intervento di rinosettoplastica o settoplastica si presenta una perforazione del setto?

    Una possibile complicanza della chirurgia nasale a fini estetici e/o funzionali è la perforazione del setto. Ciò non significa che sia stata mediata una “cattiva tecnica operatoria”, ma piuttosto che si tratta di una conseguenza attesa in meno del 10% dei casi. Fortunatamente, questi tipi di perforazioni postoperatorie sono generalmente piccole e asintomatiche. Il più delle volte non causano disagio o solo i primi mesi. Altre volte i sintomi sono più importanti e richiedono una soluzione chirurgica.

    Come viene diagnosticata la perforazione del setto?

    Gli studi che devono essere effettuati per approfondire il caso sono:
    Esame endoscopico nasale
    Tomografia computerizzata solida craniofacciale senza contrasto
    Rinoscopia anteriore

    È sempre necessario operarsi per chiudere la perforazione del setto nasale?

    Se sono presenti croste quotidiane e/o difficoltà a respirare correttamente e/o sanguinamenti ripetuti, si consiglia di cercare una soluzione chirurgica. Se i fastidi sono minori è possibile evitare l’intervento chirurgico.

  • Turbinoplastica

    La Turbinoplastica viene indicata quando gli altri approcci conservativi non permettono di ottenere risultati soddisfacenti e non assicurano una buona ventilazione.
    Il nostro team, per la decongestione dei turbinati, si avvale dell’innovativa metodica della radiofrequenza, un approccio mini-invasivo eseguito in ambulatorio con anestetico spray.
    Il medico, per eseguire questa terapia, somministra un anestetico locale e procede alla decongestione dei turbinati tramite un micromanipolo: le onde elettromagnetiche ad alta frequenza emesse dal macchinario, causano una risonanza tra le cellule del tessuto della mucosa vaporizzandole e riducendo quindi il volume dei turbinati ipertrofici.
    L’intervento ai turbinati inferiore è indolore, non vi sono fuoriuscite di sangue e non è necessaria l’applicazione di fastidiosi tamponi post-intervento; Il paziente può quindi riprendere la sua vita quotidiana già dal giorno successivo all’intervento.
    Nei giorni successivi, potrebbero presentarsi delle crosticine localizzate che saranno facilmente curabili grazie al programma di lavaggi e medicazioni prescritti dal nostro team. I risultati sono apprezzabili dopo venti/trenta giorni e sono duraturi nel tempo.
    La radiofrequenza è considerata una metodica “a freddo” in quanto agisce ad una temperatura tra i 40° e i 70°: una tecnica “biosurgery” che preserva la funzione dei tessuti coinvolti senza danneggiarli.
    Una tecnica innovativa che porta risultati molto soddisfacenti: respirare non è mai stato così semplice!

    E’ possibile effettuare l’intervento di turbinoplastica con il SSN?

    Siamo un team che opera in regime esclusivamente privato senza l’utilizzo del sistema sanitario nazionale. Questo approccio ci permette una maggiore rapidità in termini di attese per visite ed eventuale intervento.

    L’intervento di turbinoplastica comporta la possibilità di recidive?

    La possibilità di recidive è presente in qualsiasi tipo di chirurgia. Nella nostra esperienza, la radiofrequenza garantisce risultati pressoché definitivi con una percentuale di recidive variabile in base soprattutto alla causa alla base della ipertrofia dei turbinati

    Qual’è il professionista che cura l’ipertrofia dei turbinati?

    I professionisti più indicato per diagnosticare e trattare l’ipertrofia dei turbinati sono il chirurgo maxillo facciale e l’otorinolaringoiatra. Il nostro team nasce con l’obiettivo aggiuntivo di poter garantire un valore aggiunto a tutti i nostri pazienti: grazie alla collaborazione costante di otorino e chirurgo maxillo facciale possiamo offrire un approccio terapeutico più completo, affrontando anche problemi correlati alla ipertrofia dei turbinati, come la deviazione del setto nasale.

    Posso effettuare nello stesso intervento la correzione dell’ipertrofia dei turbinate e la deviazione del setto nasale?

    Certamente, l’esperienza pluriennale del nostro otorinolaringoiatra nella chirurgia dei turbinati, unita a quella del chirurgo maxillo facciale specializzato in rinosettoplastica garantisce risultati ottimali in un unico intervento.

    La turbinoplastica è un intervento indolore?

    Assolutamente sì, al massimo si può provare un leggero fastidio, assolutamente sopportabile.

    Quale anestesia è utilizzata nell’intervento di turbinoplastica?

    L’anestesia è somministrata tramite un anestetico spray nelle cavità nasali. In alcuni casi si può somministrare una sedazione orale o una blanda sedazione per via endovenosa per ridurre lo stato di ansia e agitazione.

    Dopo l’intervento di turbinoplastica si respira subito perfettamente?

    No, bisogna portare pazienza, infatti il risultato chirurgico sarà apprezzabile dopo 20-30 giorni. E’ possibile tornare alle proprie attività già dal giorno successivo all’intervento.

DOMANDE FREQUENTI SU CHIRURGIA ENDOSCOPICA NASALE

Quali patologie risolve la chirurgia endoscopica nasale?

E’ una tecnica progettata per ripristinare la corretta ventilazione dei seni paranasali e facilitare il drenaggio delle secrezioni attraverso il naso. Nella sinusite cronica, le secrezioni nasali rimangono intrappolate nei seni paranasali divenendo così perennemente infette: l’infiammazione delle strette vie aree di passaggio delle secrezioni nasali causa ai seni paranasali l’impossibilità di drenare adeguatamente il loro contenuto.  L’intervento può quindi essere risolutivo nei casi di sinusite cronica o in presenza di polipi nasali. 

Inoltre la chirurgia endoscopica tratta anche tutte le neoformazioni benigne dei seni paranasali come il mucocele, l’osteoma ed il papilloma invertito, in questi casi l’intervento è nella maggioranza dei casi risolutivo.

Come funziona l’intervento?

Il termine “endoscopica” si riferisce all’utilizzo di piccole fibre ottiche rigide con angolazioni variabili che permettono di eseguire l’operazione attraverso le narici, senza incidere la cute. Si tratta di un intervento non invasivo eseguito in one day surgery.

Che tipo di anestesia è utilizzato?

Generalmente l’intervento viene eseguito in regime di anestesia generale, con degenza post intervento di alcune ore. Successivamente il paziente verrà dimesso, seguiranno visite post operatorie di controllo.

É un intervento doloroso?

L’intervento di FESS non è un intervento doloroso, nella maggior parte dei casi il post operatorio non necessita di antidolorifici.

É un intervento definitivo?

L’intervento di endoscopia nasale in molti casi è risolutivo della patologie infiammatoria, associato nel post operatorio a terapia medica topica.

In caso di poliposi nasale l’intervento è indispensabile per ottenere un netto miglioramento del quadro clinico e per procrastinare nel tempo le possibili recidive.

Cosa fare nella fase pre-intevevento?

Il nostro team, in vista dell’operazione, prescriverà una terapia pre-intervento con l’obiettivo di ottimizzare lo stato dei seni paranasali: è vivamente consigliato attenersi scrupolosamente alla prescrizione dei farmaci antibiotici e cortisonici che vi verranno dati.

Quali medicinali non posso assumere prima dell’intervento?

I quindici giorni antecedenti all’intervento bisogna evitare l’assunzione di farmaci che possono ridurre la capacità del sangue di coagularsi  come aspirina (aspirina, vivin c etc.), antinfiammatori non steroidei (FANS come Oki, Aulin e altri), Ibuprofene, Aglio (tavolette e compresse), ginko bilboa, ginsend e vitamina E. In caso di fumatori, è consigliabile smettere almeno tre settimane prima dell’intervento e non ricominciare per almeno un mese post-operazione.

Come funziona il post-intervento?

E’ possibile che nei giorni successivi all’intervento possa esserci un leggero sanguinamento del naso accompagnato da un senso di stanchezza generale che potrebbe protrarsi per alcune settimane. Il dolore post operatorio è minimo e può essere ovviato con successo grazie all’utilizzo di anti-dolorifici. Il nostro team pianificherà una serie di visite post-operatorie il cui obiettivo è garantire un risultato ottimale e duraturo nel tempo. Durante i controlli effettueremo l’esame diagnostico di endoscopia nasale per monitorare la fase di guarigione dei seni paranasali.

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