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    Ortodonzia pre-chirurgica: la decompensazione ortodontica

    Ortodonzia pre-chirurgica: la decompensazione ortodontica

    Antecedentemente all’intervento di chirurgia ortognatica, ad eccezioni dei candidati che possono intraprendere l’approccio surgery first o surgery only, i pazienti devono intraprendere un percorso di ortodonzia pre-chirurgica di preparazione all’intervento. Tale fase, che vede la collaborazione tra ortodontista e chirurgo maxillo facciale, è determinante per la buona riuscita della chirurgia.

    A seconda del tipo di malocclusione e della gravità del caso, la preparazione pre-chirurgica comprende diverse fasi che possono variare in maniera personale per ogni singolo paziente.

    Nei pazienti con gravi discrepanze dento-scheletriche, queste discrepanze hanno generalmente un certo grado di compensazione:

    I denti anteriori superiori, nei pazienti con una malocclusione di Classe II, tendono a inclinarsi all’indietro per compensare la mascella sporgente, mentre gli incisivi inferiori si inclinano in avanti per compensare una mascella retrusa.

    I denti anteriori superiori, nei pazienti con malocclusione di classe III, tendono a inclinarsi in avanti per compensare una mascella retratta, mentre gli incisivi inferiori si inclinano in avanti per compensare il prognatismo della mandibola.

    Questo fenomeno, che consiste in un tentativo del corpo di mantenere una normale relazione tra le arcate dentali, è chiamato “compensazione dentale”.

    Lo decompensazione ortodontica pre-chirurgico è quindi il movimento opposto alla compensazione dentale: attraverso il trattamento ortodontico, l’ortodontista accentua la deformità dentale del paziente per collocare i denti nella posizione corretta che avranno una volta allineate le mascelle dopo l’intervento chirurgico.

    Pertanto, lo scompenso ortodontico dei casi di malocclusione scheletrica di classe II richiede un aumento della quantità di overbite, mentre lo scompenso ortodontico scheletrico di classe III si ottiene aumentando il più possibile l’underbite.

    Sebbene questi movimenti “peggiorino” momentaneamente l’estetica del paziente, accentuando il difetto occlusale, sono essenziali per consentire al chirurgo di correggere completamente il problema e di raggiungere le normali relazioni occlusali quando le ossa sono posizionate correttamente durante la chirurgia ortognatica.

    Può succedere che lo decompensazione pre-chirurgica richieda addirittura estrazioni dentali, sebbene ciò sia a discrezione dell’ortodontista e di solito viene evitato fintanto che lo spazio mascellare consenta il corretto allineamento dentale. E’ prioritario che ortodontista e chirurgo maxillo-facciale prendano una decisione congiunta sull’approccio al trattamento.

    Non effettuare un corretto scompenso prima dell’intervento limita notevolmente la portata della correzione chirurgica, compromettendo i risultati estetici e funzionali della stessa.

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