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    Gli effetti della chirurgia ortognatica sul naso

    Gli effetti della chirurgia ortognatica sul naso

    La chirurgia ortognatica ha l’obiettivo di ripristinare il corretto rapporto occlusale tra mascella e mandibola correggendo le eventuali asimmetrie del volto. Spesso, chi si sottopone a questo tipo di intervento, che includa in particolar modo la mascella superiore, dovrebbe tenere in considerazione che l’esecuzione delle manovre chirurgiche potrebbero comportare cambiamenti secondari nella proiezione del naso e nel rapporto del naso all’interno del volto.

    In un recente studio, su quaranta pazienti sottoposti a chirurgia ortognatica, il 37% ha dichiarato che il loro naso era migliorato dopo l’operazione, il 58% di non aver notato cambiamenti nel naso e solo due pazienti (5%) pensavano che il loro naso fosse peggiorato dopo l’intervento.

    In questa ottica, il cambio estetico del naso va tenuto in considerazione in fase di pianificazione dell’intervento al fine di evitare cambi negativi che possono essere gestiti e minimizzati con procedure specifiche.

    In caso di chirurgia mascellare, se il paziente d’ingresso è insoddisfatto del proprio naso, sia per le sue dimensioni, sia perché presenta un certo grado di asimmetria, l’ortognatica potrebbe regalargli piacevoli sorprese, estetiche e funzionali.

    Nei casi di eccessiva crescita verticale del mascellare, infatti, di solito troviamo un naso stretto, e la respirazione è spesso fatta attraverso la bocca: l’avanzamento mascellare può quindi comportare un netto miglioramento della funzione respiratoria nasale.

    Terza Classe

    E’ stato riscontrato che la chirurgia ortognatica con avanzamento mascellare accorcia la columella, sposta in avanti il punto pronasale, aumentando la proiezione, chiudendo l’angolo naso-labiale, allargando la base alare, che compromette la larghezza delle narici e la distanza tra loro. Molti di questi cambiamenti sono legati all’avanzamento o retrusione delle strutture ossee e il rilascio dell’inserzione della muscolatura perinasale può influenzare l’estetica facciale del paziente.

    Al contrario della chirurgia mascellare, la chirurgia ortognatica mandibolare non modifica direttamente la struttura nasale, sebbene possa verificarsi un cambiamento relativo a causa del nuovo rapporto tra il mento e il naso, facendolo apparire più grande o più piccolo al confronto.

    In entrambi i casi, l’entità dei cambiamenti nasali dipenderà, a sua volta, dalla quantità di movimento: in genere i movimenti verticali non producono tanto cambiamento quanto i movimenti anteroposteriori.

    La pianificazione pre-chirurgica attuale effettuata attraverso software di simulazione 3D rappresenta una strada solo parzialmente veritiera per comprendere quali saranno i cambiamenti sul naso e sugli altri tessuti molli del volto: la previsualizzazione permette di comprendere in maniera molto precisa il risultato finale definitivo sui tessuti duri e quindi sull’esito dell’ortognatica stessa senza però considerare altri aspetti del volto che potrebbero subire un cambiamento secondario (seppur positivo nella maggior parte dei casi) correlato all’intervento stesso.

    Oggigiorno, grazie all’intubazione submentale, il nostro team è in grado comunque di effettuare un intervento congiunto di chirurgia ortognatica e rinosettoplastica nella stessa sessione operatoria. In genere, senza l’approccio submentale, è preferibile eseguire i due interventi a distanza di pochi mesi: la rinosettoplastica viene quindi eseguita successivamente dall’intervento di chirurgia ortognatica.

    Focus on Ortognatica e Naso

    In che modo l’intervento di chirurgia ortognatica comporta cambiamenti sull’estetica del naso?

    In seguito al riposizionamento nel corretto asse di mandibola e mascella, il naso può subire modifiche estetiche e funzionali in alcuni casi realmente incredibili. Le alterazioni dei tessuti molli più frequenti associate alla chirurgia mascellare sono la punta nasale, l’angolo nasolabiale, la larghezza della base dell’ala, l’altezza del labbro superiore, la posizione e l’angolo nasofrontale.

    L’intervento di chirurgia ortognatica può comportare miglioramenti nella respirazione del naso?

    Assolutamente sì, successivamente ad interventi chirurgici ortognatici sul mascellare superiore si possono avere alterazioni del flusso aereo a livello delle fosse nasali con un miglioramento significativo della respirazione.

    Perché la chirurgia ortognatica migliora la respirazione?

    La chirurgia ortognatica influisce positivamente su tutto l’apparato respiratorio per tre ragioni:

    1. Amplia il volume a disposizione della lingua e quindi la stessa occupa una posizione più fisiologia e non aggetta nella porzione posteriore. In sostanza la lingua dopo l’intervento ha maggiore spazio a disposizione e questo ha un effetto secondario positivo sulla respirazione stessa. I
    2. Quando si espande il mascellare vi è una conseguente espansione della cavità nasale e questo comporta un maggior passaggio di aria a livello dei turbinati inferiori.
    3. La messa in tensione, in particolar modo nelle seconde classi dento-scheletriche, di tutta la muscolatura sottomandibolare fa avanzare ulteriormente il corpo linguale liberando le vie aeree posteriori.

    La chirurgia ortognatica comporta sempre cambiamenti sul naso?

    No, non sempre, ogni caso è differente e non è possibile prevedere in anticipo l’eventuale cambiamento estetico che l’intervento potrebbe avere sul naso.

    E’ possibile migliorare l’estetica del naso durante l’intervento di chirurgia ortognatica?

    Sì, è possibile effettuando un intervento di rinosettoplastica estetica e funzionale. Oggi, grazie all’intubamento submentale del paziente è possibile effettuare la correzione estetica del naso nella stessa sessione operatoria della chirurgia ortognatica.

    In cosa consiste l’intervento di rinosettoplastica?

    La rinosettoplastica ha l’obiettivo di correggere funzione respiratoria ed estetica del naso in un unico intervento. Durante l’intervento viene corretta l’eventuale deviazione del setto nasale e l’ipertrofia dei turbinati. E’ un intervento che si effettua in anestesia generale, della durata di circa due ore che prevede una degenza ospedaliera di una notte.

    La rinosettoplastica è un intervento doloroso?

    No, l’intervento è assolutamente indolore tanto che il nostro team non prescrive anti-dolorifici nel post-operatorio. In aggiunta, i nostri professionisti non utilizzano mai i tamponi post-operatori nelle fosse nasali: questo comporta una degenza post-intervento molto più confortevole e priva di grandi fastidi.

    Qual è la differenza tra settoplastica e rinosettoplastica?

    Nella settoplastica, il chirurgo corregge esclusivamente la deviazione del setto nasale senza intervenire sull’estetica del naso. L’intervento di rinosettoplastica mira invece a ripristinare sia la funzione che l’estetica.

    E’ possibile effettuare una visita congiunta di chirurgia ortognatica e rinosettoplastica?

    Il nostro team è composto da professionisti specializzati in entrambe le aree: siamo in grado di correggere sia problemi di natura dento-scheletrica e di asimmetria facciale sia tutti i problemi estetici e funzionali che riguardano il naso. Riceviamo e operiamo a Roma in via Nomentana 311. Contattaci per una consulenza.

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