• 10 MAR 19
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    STOP al russamento con la chirurgia ortognatica!

    STOP al russamento con la chirurgia ortognatica!

    SMETTERE DI RUSSARE OGGI E’ POSSIBILE!

    Le nuove tecniche chirurgiche permettono la risoluzione definitiva di questo fastidioso problema

    In alcuni casi il fragore non è particolarmente forte, in altri può divenire addirittura motivo di litigi di coppia. La roncopatia, più comunemente conosciuta come “russamento” è un fenomeno piuttosto diffuso: il 45 % degli adulti russa di tanto in tanto, mentre il 25 % lo fa abitualmente. Ad esserne maggiormente colpiti sono le persone dai quarantacinque anni in su, specialmente di sesso maschile. Ma dietro questa problema apparentemente innocuo, le conseguenze possono anche essere serie, con rischi al sistema cardiovascolare.

    Il disturbo causa spesso un peggioramento della qualità del sonno, che si traduce durante il giorno in sonnolenza, irritabilità e mancanza di concentrazione. Russare durante il riposo può essere il primo allarme di apnea ostruttiva notturna o può essere segno di ostruzioni respiratorie e il suo manifestarsi può risultare correlato ad un aumento di rischio di attacco cardiaco e ictus.

    Quando il problema è lieve, in alcuni pazienti può essere sufficiente modificare lo stile di vita per risolverlo definitivamente:  perdere peso, smettere di fumare, non consumare alcolici e dormire sdraiati su un fianco rappresentano utili accorgimenti da seguire.

    Ma cosa fare quando i metodi tradizionali non hanno gli esiti che si vorrebbero? Una soluzione definitiva può essere rappresentata dall’intervento chirurgico come ci spiega il Dottor Valerio Ramieri, chirurgo maxillo facciale. 

    Prima di considerare un intervento esistono alternative non chirurgiche?

    Se la causa del disturbo è correlata al naso si possono provare i cerottini nasali o i dilatatori: l’obiettivo è quello di dilatare le vie aeree prevenendo il restringimento che causa l’aumento di pressione dell’aria. Non vi è certezza sull’efficacia di questi metodi, tuttavia possono rappresentare un tentativo economico che vale la pena sperimentare.

    Esistono poi apparecchi più complessi studiati per la bocca, ma in questo caso è preferibile che la prescrizione sia fatta dallo specialista a seguito della visita; si tratta in genere di dispositivi mobili di avanzamento della mandibola, in grado di creare uno spazio maggiore tra la lingua e la faringe, facilitando il decorso dell’aria. Sono ben tollerati dai pazienti e permettono spesso ottimi risultati.

    Quando è invece è auspicabile la strada dell’intervento chirurgico?

    Nei casi in cui gli altri metodi non abbiano avuto il riscontro desiderato e il problema sia di natura severa. L’intervento chirurgico può riguardare il naso e il palato nelle forme più lievi, oppure le ossa mascellari nelle forme più gravi (avanzamento maxillo-mandibolare).

    In questi casi come è necessario intervenire?

    Quando il problema è correlato alle ossa mascellari, la chirurgia ortognatica può rappresentare la soluzione ideale: questo tipo di intervento consiste in un avanzamento del mascellare superiore e della mandibola di circa 10 mm, eventualmente con l’associazione di una mentoplastica, eseguito per via endorale, in maniera analoga agli interventi eseguiti per le anomalie dento-facciali (vedi chirurgia ortognatica), ed ha percentuali di successo intorno al 95%.

    L’intervento ha un esito immediato? 

    Dopo questo intervento è possibile, da subito, eliminare l’uso della CPAP (respiratore notturno automatico). L’esecuzione dell’intervento è di stretta pertinenza dello specialista in chirurgia maxillo-facciale, che abbia anche specifiche conoscenze nel campo dei disturbi respiratori del sonno.

    In cosa consiste esattamente l’intervento? 

    L’intervento consiste nella mobilizzazione mediante osteotomie standard del mascellare e/o della mandibola e nel loro riposizionamento secondo un corretto rapporto occlusale ed estetico. Viene totalmente eseguito per via intraorale ed ha una durata totale di circa due ore. Il periodo di ospedalizzazione è di circa 2-3 giorni dopo l’intervento. Non si ricorre più, se non in casi eccezionali, al bloccaggio intermascellare perché i mezzi di sintesi rigida introdotti per stabilizzare le ossa osteotomizzate consentono una mobilizzazione precoce.

    Quali sono le tempistiche del post operatorio? 

    Il paziente può alimentarsi e parlare già dal giorno successivo all’intervento chirurgico. Il massimo del gonfiore si ha a 24-48 ore ed il risultato definitivo può essere apprezzato a tre o quattro settimane dall’intervento.

    Il Dottor Valerio Ramieri, ospite a “IL MIO MEDICO” ci parla dell’intervento di chirurgia ortognatica in grado di risolvere il problema del russamento! 

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