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    Perdita dell’olfatto? Potrebbe trattarsi di polipi nasali

    Perdita dell’olfatto? Potrebbe trattarsi di polipi nasali

    Perdita dell’olfatto? Non solo Coronavirus, potrebbe trattarsi di polipi nasali

    Lo abbiamo imparato nei gli ultimi mesi: non riuscire a percepire gli odori può indicare un contagio da Coronavirus. In assenza di altri sintomi, come febbre superiore a 37,5 °C, tale disagio potrebbe invece nascondere la presenza dei polipi nasali. Una malattia che ha conseguenze meno gravi del Covid-19 ma che ugualmente merita di essere approfondita e curata con estrema rapidità e precisione, onde evitare problematiche importanti. “Di solito i pazienti tendono a sottovalutare i segnali con i quali la poliposi si presenta, come ostruzione nasale, assenza delle percezioni degli odori (anosmia) e scolo di liquido dal naso (rinorrea) oppure a scambiarli con le manifestazioni tipiche di altre patologia, come la sinusite mascellare”, ricorda Filippo Giovannetti, chirurgo maxillo facciale specializzato in endoscopia nasale. Ecco perché, ora più che mai, in questo periodo di raffreddori e altre malattie para e influenzali, è bene prestare la massima attenzione.

    Sebbene la causa dell’origine della poliposi sia tutt’oggi sconosciuta, si riscontra un’associazione tra la sua comparsa e alcuni stati allergici o di iperattività delle mucose nasali del paziente. Il motivo è da ricercarsi nel fatto che i polipi nasali siano delle piccole escrescenze, sempre di natura benigna, che derivano da infiammazioni croniche dovute ad asma, infezioni ricorrenti o sensibilità ai farmaci. “Uno dei casi più frequenti è l’allergia all’acido acetilsalicilico, quello contenuto nell’Aspirina per intenderci”, continua Giovannetti – “Se i polipi all’inizio non danno dolore, poi crescendo iniziano a ostruire le cavità nasali, causando i tipici problemi respiratori con conseguente riduzione del senso dell’olfatto e suscettibilità alle infezioni”. La regola, come sempre per quel che riguarda la salute, è sempre la stessa: non rimandare le visite. “Innanzitutto perché se sottovalutata, tale patologia può portare a conseguenze anche gravi, come infezioni cerebrali oppure sindromi da affaticamento cardiaco legate a un’insufficiente ossigenazione del sangue”, avverte lo specialista. E poi perché prima si interviene, più probabilità ci sono di eliminare il problema senza complicazioni. “Attualmente, grazie alla chirurgia endoscopica e all’utilizzo di ottiche e di uno strumentario dedicato, è possibile risolvere la patologia nasale con un intervento di routine con disagi minimi per il paziente”. L’intervento chirurgico, della durata di 1-2 ore, viene svolto in anestesia generale e il ricovero è in regime di day hospital o con, al massimo, una notte di degenza. Dopo l’operazione il paziente non viene abbandonato, deve essere continuamente seguito, studiato e trattato per molti mesi e a volte anni, mentre il dottore eseguirà l’esame istologico del polipo estratto per avere la certezza che si tratti proprio di questo tipo di formazione.

    “Se non sentite bene gli odori, parlatene subito con l’otorino o il chirurgo maxi-facciale”, è l’ammonimento del dottor Giovannetti. Saranno loro a effettuare il primo controllo nel naso, riconoscendo se avvalersi poi di alcuni esami di approfondimento quali l’endoscopia nasale, per osservare l’interno del naso e i seni paranasali, e la Tac per valutare l’ampiezza, la localizzazione di eventuali polipi, e valutare l’estensione dell’infiammazione. Ovviamente il tutto tenendo conto di eventuali allergie del paziente eseguendo i prick test. Solo in alcuni casi, ovvero se il paziente non sopportasse alcuni tipi di cure, si può ricorrere a soluzioni naturali, ma l’intervento resta mandatorio. “Non sottovalutate il problema, perché il disturbo nel tempo può diventare decisamente invalidante. Oltre ai già citati problemi, i polipi nasali danno anche disagi durante il riposo, portando russamento e apnee notturne”. Come ultimo monito: evitate gli spray perché hanno un effetto decongestionante, ma il sollievo è solo temporaneo. Inoltre il loro utilizzo non fa che ritardare una diagnosi In

    per cui, al contrario di quel che recitava un famoso spot, in questo caso non prevenite, è meglio curare!

    Un polipo nasale è per sempre o si può eliminare in maniera definitiva?

    Il più grande problema nella cura dei polipi nasali sono le recidive. “L’intervento chirurgico rappresenta lo step fondamentale per curare questa patologia, tuttavia, in molti casi il paziente necessita di un attento percorso di follow up che, talvolta, può richiedere di sottoporsi a ulteriori protocolli medici per impedire le recidive e ottenere il miglioramento della qualità della vita atteso”, afferma Filippo Giovannetti, chirurgo maxillo facciale specializzato in endoscopia nasale a Roma. Come capire se la poliposi sta per tornare? Controllate la respirazione: se è buona, è possibile che non vi siano infiammazioni. E poi attenzione sempre alla zona olfattoria: se non sentire gli odori della pianta aromatica del vostro balcone o quando entrate in profumeria, allora è bene fare subito una visita dallo specialista di riferimento.

     testo di Simona Cortopassi, tratto dal settimanale VERO

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