Surgery First

Grazie alla surgery first è oggi possibile affrontare il percorso di chirurgia ortognatica in tempi più rapidi. Il classico protocollo della chirurgia ortognatica prevede il montaggio sulle arcate dentali di un apparecchio ortodontico per circa 1/1,5 anni, che ha lo scopo di decompensare la malocclusione scheletrica anche a livello dentale.

L’ortodonzia prechirurgica costituisce il più gravoso ostacolo psicologico per il paziente che vede peggiorare la sua situazione occlusale ed estetica durante il trattamento. In questo periodo, infatti, il suo dismorfismo si aggrava in modo eccezionale perché l’ortodontista va ad eliminare quegli adattamenti anatomici che mascherano il difetto.

Una volta terminata la terapia ortodontica pre-chirurgica si procede con l’intervento di chirurgia ortognatica e finalmente, dopo qualche settimana di terapia post operatoria e dieta liquida , il paziente può godere di una buona condizione estetica e funzionale. All’intervento seguono almeno altri 6/8 mesi di terapia ortodontica post-chirurgica.

Il paziente vive la fase pre-intervento come una situazione di disagio socio/psicologico importante, denuncia una qualità di vita decisamente bassa ad inizio trattamento ed ancor più bassa durante il periodo di preparazione convenzionale alla chirurgia.

Surgery First: caratteristiche e vantaggi

Accanto al protocollo standard di terapia, oggi si è fatta strada una nuova procedura terapeutica: la Surgery First.

La differenza principale con la metodica classica sta nel fatto che il paziente viene operato subito, viene dunque saltata la fase di ortodonzia prechirurgica.

I sintomi psicologici ed estetici del paziente vengono immediatamente risolti. L’apparecchio ortodontico viene montato qualche giorno prima dell’intervento.

Il paziente viene dunque operato, e all’intervento segue un trattamento ortodontico post operatorio molto breve, in media circa 6 mesi e generalmente mai oltre i 10 mesi.

Il trattamento ortodontico è dunque solo successivo alla chirurgia.

Si è visto inoltre che l’ortodonzia post-chirurgia risulta essere più rapida perché i movimenti non avvengono contro basi scheletriche e funzioni.

Velocità del trattamento

La velocità del trattamento è collegata a 2 situazioni biologiche:

accelerazione dei tempi ortodontici conseguente alla liberazione di fattori proteici da parte dei processi infiammatori / riparativi, attivati dalle osteotomie eseguite, proteine che attivano ed accelerano i processi di rimodellamento osseo, che sono alla base dei movimenti ortodontici.

sinergia che si crea tra le forze messe in campo dall’apparecchio ortodontico e la normale capacità di adattamento di posizione tra i denti delle arcate antagoniste, una volta che sono stati corretti i rapporti tridimensionali dei mascellari.In conclusione questa tecnica permette di risolvere in meno di un anno la patologia malformativa che la tecnica terapeutica tradizionale risolve in 2,5 anni circa.